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Review of "You Are Here" by Donato Zoppo Autore: LITMUS Opern your mind: you are here with Litmus (Vers. stampabile ) Signore e signori ecco a voi l'album space rock del 2004: "You are here"! Primo disco degli inglesi Litmus, prima pubblicazione della Space Music, questo disco è un distillato di purissimo rock cosmico, in cui tutto è portato all'eccesso. Più cosmici dei primi Monster Magnet, Gas Giant e Mandragora Lightshow messi insieme, i sei inglesi partono a razzo: un motore di basso e batteria (Martin e Marek), chitarre ruggenti (Simon) e via, un lungo viaggio nelle galassie! Il trio di keyboard-wizards è capace di stregarci, abbinando mellotron, organo hammond, synth analogici e tastiere di ultima generazione; la voce filtrata proviene probabilmente dalla cintura di Orione; i ritmi roccheggianti e il pulsante groove ci coinvolgono profondamente, come accade nell'ossessiva "Dreams of space". Da "Infinity drive" fino a "Chime" tutto è spinto, con il sestetto che pigia l'acceleratore senza indugi. Ascoltate "Theta wave", un breve cenno di basso e synths, tanto per confondere le idee, poi si parte in quarta. Non aspettatevi ritmi complessi: i Litmus vanno in 4/4 e non li ferma più nessuno, ma è piacevole ascoltare il lavoro delle tastiere, davvero accattivante. Non mancano però episodi più raccolti e meditativi, come la ballata cosmica "You are here"; dall'altro versante, quello più "robotico", segnaliamo "There", la rocciosa "I can't be sane" e l'epica "Sonic light", grande inno della band. L'approccio duro e magnetico al tempo stesso soddisferà sia i "bassi istinti" dei rockers che i gusti più ricercati dei progressivi. Così la band ci conduce al gran finale di "Stone oscillator (static ritual)": 21 minuti di puro delirio galattico. Un disco chiaramente derivativo ma suonato con grande bravura. E per un genere ormai saturo e nel quale è stato detto tutto, non può che essere un piccolo gioiello. |
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